Puntata 2 – Arredando con il legno

L’argomento della puntata di oggi è il legno e affronteremo l’argomento intervistando Federica Cicognani di Livyng Ecodesign. Federica è chimico industriale e ha lavorato come consulente per le certificazioni qualità, ambiente sicurezza. Nel 2015 insieme ad una cooperativa di Faenza nasce l’idea di avviare un business per realizzare complementi di arredo in legno e favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Il progetto però non va in porto ma Federica, ormai appassionata all’idea, decide di portarlo avanti da sola. Al centro di questo business l’idea di lavorare il legno di provenienza locale.

Per approfondire la puntata
Livyng Ecodesing
Prodotti naturali per bioedilizia e falegnameria Eco Habitat 
Dossier sulla progettazione ecosostenibile dell’arredo
Inquinamento indoor

Le nuove tecnologie ci stanno portando prodotti innovativi (penso alle plastiche biodegradabili o bioplastiche) E questo ci porterà ovviamente a rinunciare a legno a inquinare di meno. Ma è un’affermazione sensata? Questa davvero l’uso del legno e così ambientalmente impattante?

Questa è una domanda che sicuramente ci siamo fatti anche noi, anche perché cerchiamo  di integrare il legno con altri materiali. Nella nostra progettazione quotidiana di nuovi elementi d’arredo partiamo dal capire la sostenibilità di questi nuovi prodotti prima ancora del fattore estetico e funzionale. Andiamo a capire qual è il materiale di partenza più idoneo, cerchiamo di capire la sostenibilità in tutti i suoi aspetti: ambientale (l’impatto sull’ecosistema locale e Nazionale E planetario) sostenibilità economico ( in che modo creiamo valore economico?)  e culturale (Andiamo a utilizzare materiali che comunque sono all’interno già di una cultura autoctona della del territorio).
Il legno massello, prodotto di derivazione dell’albero così com’è, e rispetta in toto i requisiti  di sostenibilità in quanto è una materia prima naturale ( Cioè non è né di sintesi né di estrazione) in cui la sua produzione è fatta di pochi passaggi come un consumo di energia e quindi e di emissioni limitatissime soprattutto se si utilizza Come facciamo noi una filiera corta con taglio controllato, dove vengono ripiantati altri alberi man mano che si tagliano. E’ già naturalmente  riciclabile al 100% se non è impegnato di sostanze nocive è riciclabile, può  essere bruciato e è addirittura biodegradabile. A me viene in mente quella famosa canzoncina che dice” Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole un albero”  e finisce qui: la lavorazione è veramente solo meccanica e quindi ha un impatto basso. Premesso che le bioplastiche non sono ancora funzionali per costruire oggetti  di lunga durata, se lo vogliamo paragonare a una componente la filiera  è più lunga. Bisogna Innanzitutto piantare campi di mais poi bisogna lavorare, tramite estrazione e sintesi viene prodotta la bioplastica. E’ ottimo che sia biodegradabile ma non ha lo stesso potere di sostenibilità ovviamente del legno

Quello che stai suggerendo è di cambiare L’approccio con cui pensiamo ai materiali: non esiste Quello che va bene per tutto. La bioplastica Non può essere la soluzione a ogni problema.  Mi domando però quanto in generale i consumatori sono interessati a questo tipologia di prodotto.  C’è consapevolezza dell’uso del legno massello in arredamento? si usa ancora?

Guardando l’andamento del salone del mobile che è una la fiera più importante italiana della del settore arredamento che è a Milano tutti gli anni, nell’ultimo decennio c’è stato un ritorno progressivo al legno e nella sua veste proprio di legno massello è più naturale, ad esempio anche con lo sviluppo del linguaggio di di design scandinavo che non è prettamente legno e massello. Questo ritorno è  me molto interessante. Se guardiamo complessivamente, vediamo che comune il legno nell’arredamento è cambiato subito da 60 70 anni a questa parte. Precedentemente l’arredamento Nelle famiglie era legno massello, il costo che doveva sostenere una famiglia per per questi mobili Era veramente importante Quindi Era considerato come un elemento di lusso. L’acquisto dei mobili era molto curato. Adesso invece secondo mesi è creata una forbice sempre più netta tra arredamento in legno massello e quindi con un livello economico medio alto è un arredamento invece più economico che ha una base lignea ma è un composito. Quelli che vengono chiamati legni multistrato mdf o lamellare in realtà sono legati con resine e quindi perdono tutte le caratteristiche di riciclabilità in quanto non lo puoi dividere i due materiali quindi non possono più essere deomposti come il legno che degrado Naturalmente. Questa forbice serve a creare anche una tipologia di arredamento per tutte le fasce economiche, succede però che quello che magari viene venduto come legno ma che legno non è introduce elementi da esaminare con attenzione. Ad esempio la tossicità di resine, quello che viene definito l’inquinamento indoor cioè l’introduzione all’interno di un’abitazione

Nella lavorazione del legno è necessario ricorrere a prodotti chimici, vernici, trattamenti per renderlo più bello o se ne può fare a meno?

I trattamenti al legno massello in realtà vengono per una questione prettamente estetica, perché il legno ha bisogno sia di manutenzione ordinaria che straordinaria però con elementi naturali quali la cera d’api, olio di lino.  Poi esistono prodotti per la finitura, ed è possibile farla con emissioni molto limitate insomma.

E’ importante approfondire sempre di più e capire che ci sono molti aspetti legati alla produzione, secondo me è fondamentale capire la durata che si vuole avere di questo prodotto perché ovviamente scegli qualcosa che ti deve durare una vita.

Un altro consiglio che posso dare è quello di capire bene dal fornitore del Mobile di che cosa stiamo parlando, capire se dietro alla costruzione di questo prodotto c’è un interesse profondo per la sostenibilità.

A volte si fanno ragionamenti diversi si cerca un mobile che abbia una vita utile più breve e quindi si va verso quella filiera della grande casa di mobili svedese a basso costo che fa una grande comunicazione in senso ambientale dei propri prodotti.

Bisognerebbe guardare in realtà al singolo prodotto che si acquista, gli accorgimenti da adottare per scegliere un complemento d’arredo che sia il meno impattante possibile Innanzitutto io perché un mobile che ovviamente ha un costo economico superiore però che ha una qualità completamente diverse, ma sceglierlo in modo oculato e soprattutto se uno non ha la disponibilità economica Subito magari aspettare, dare un valore diverso al proprio al mobile. Quindi poi sceglierei sicuramente una filiera corta, un produttore locale che magari anche disposto a realizzare su misura esatta, ce sia disposto a comunicare con l’acquirente la descrizione del materiale che usa, da dove viene e come lo tratta. Insomma che sia disposto a raccontare più cose possibili e rispetto alla qualità del prodotto che è una qualità non solo estetica ma una qualità di impatto sul vivere.

Un pensiero riguardo “Puntata 2 – Arredando con il legno

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