Puntata 7 – Il corriere in Bicicletta

Per approfondire
COBIM
UBM
Copenaghen 1
Copenaghen 2
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L’argomento della puntata di oggi è la bicicletta come veicolo aziendale. Affronteremo l’argomento con Paolo Vannini. Paolo è di Imola e ha 35 anni, si è diplomato perito elettrotecnico nel 2001. Per un anno ha fatto l’operaio, ma il lavoro in fabbrica e gli era stretto decide di iscriversi a ingegneria energetica. Qui ha trovato l’impostazione dell’università molto teorica e soprattutto ha avuto l’impressione che il mondo dell’università proponesse una formazione più orientata all’aumento della produzione che al risparmio energetico. Dopo 2 anni perde di interesse per questo percorso e quindi decide di tornare nel mondo del lavoro, fa il manutentore di ascensori, un lavoro che porta a viaggiare molto e a stare tanto tempo della propria giornata su un furgoncino. Ha fatto questo lavoro per circa 11 anni. Stufo poi di viaggiare molto, decide di trovare un altro lavoro che invece lo potesse lasciare vicino a casa. Comincia a fare il manutentore di macchine utensili; dopo un anno e mezzo di lavoro con un contratto a tempo determinato gli comunicano che la sua prestazione lavorativa. non è più necessaria. E’ un bel cambiamento quello che gli si propone all’orizzonte ma Paolo decide di affrontare questa difficoltà inventandosi finalmente un lavoro che fosse in linea con i propri valori.
Nel luglio del 2018 è partito con il progetto COBIM, un servizio di corriere in bicicletta per la città di Imola.

Sembra veramente un progetto interessante. il corriere bicicletta è abbastanza strano come immagine non so come hai avuto questa idea?Cii sono già altri esempi analoghi in città più grandi?

Non è una novità. Il corriere in bicicletta esiste già da 100 anni e oltre, nelle grandi città. E’ partito negli stati Uniti e da lì si è diffuso. Con la crescita dei centri abitati e soprattutto quando si è passati alla mobilità in automobile il problema del traffico è stato tangibile e la scelta della bici è stata naturale. Recentemente in italia l’esempio più illustre è UBIM a Milano, che opera dal 2008. Ci tengo a precisare che nessun grande operatore ha seriamente investito sulla bici, tranne qualche iniziativa molto localizzata. Sono circa una quarantina di aziende che fanno questo lavoro in Italia, per lo più in grandi città. Imola è una cittadina di 80mila abitanti, credo che sia il limite inferiore per questo progetto. Io per avviare l’attività ho integrato con altri servizi.

Le città sono più sensibili al traffico e si sente molto la necessittà di un corriere in bici. Com’è la situazione in  provincia, dove l’impatto della chiusura al traffico dei centri storici è più circoscritto?

Imola è una città dove la Mobilità in auto è molto agevole se confrontata con altre città di simili come dimensioni. Comunque un po’ per abitudine, un perché in effetti comunque il traffico non è mai proibitivo si tende a prendere la macchina anche quando in realtà non ce ne sarebbe bisogno. E’ soprattutto un discorso culturale, per capire il valore del proprio tempo.

In provincia passando meno ore nel traffico probabilmente avvertiamo meno questa necessità, ma ciò non vuol dire che non possa essere un cambiamento che possa portare i benefici.

Molti non si spostano in bici per fare acquisti perchè non sanno come portare a casa la spesa. E’ qui che si inserisce una azienda coma la mia.

Nella Puntata nr 3 con Laura Calbucci, abbiamo visto la sua bicicletta con il carico anteriore in cui porta sia la spesa che i bambini. Come è fatta la tua bicicletta?

Allo stesso modo. Non ci sono molte alternative. I corrieri in genere hanno il carico anteriore perchè hai più controllo del carico ed è più maneggevole nel traffico. Ha due ruote, ce ne sono anche dei modelli a tre ma le trovo meno indicate perchè se hai una velocità sostenuta e devi schivare un ostacolo rischi di ribaltarti perchè la bici non si inclina. L’ho comprata da un rivenditore di castel San Pietro che vende mezzi esclusivamente a pedalata assistita. Questo permette non solo di fare meno fatica ma anche di essere più reattivi in mezzo al traffico, specialmente quando hai del peso. Non ho altri mezzi, la mia scelta in futuro è quella di usare sempre mezzi senza motore a combustione. Carico la bicicletta presso la mia abitazione.

Ma quando tu trasporti la merce e fa molto caldo oppure piove non rischia di deteriorarsi o di rovinarsi nel trasporto?

E’ una domanda che mi fanno in molti.Ho fatto anche trasporto di cibo e su questo la normativa è molto rigorosa. il cibo deve rispettare la catena del caldo o del freddo. Esistono gli appositi contenitori isotermici. Le merci tradizionali invece sono molto meno sensibili, l’unica accortezza è quella agli urti o che non si bagnino. Il mio mezzo al momento non è completo. In futuro vorrei mettere un contenitore davanti antiscasso in modo da poter fare dei trasporti con assicurate, come i corrieri tradizionali. E poi sulle fiancate ci sarebbe lo spazio per la pubblicità, che già mi hanno richiesto.

Le aziende sono fatte di persone quindi quando si dice che bisogna cambiare il modo di ragionare delle aziende già fondamentalmente bisogna cambiare modo di ragionare delle persone, della cultura di chi vive Queste aziende. Quanto bisogna lavorare nella cultura delle persone per avvicinarle a un concetto di mobilità più sostenibile e quindi far sì che le aziende del territorio in qualche modo abbracciano questo progetto?

Sicuramente culturale però non dobbiamo mai dimenticare che comunque nelle aziende quello che prepondera alla fine è il bilancio. Se non c’è la convenienza economica una scelta non viene intrapresa, si sceglie il miglior rapporto qualità-prezzo. La bici in questo è vincente, però C’è bisogno di provare. Purtroppo non sempre ti concedono di provare, non ho subito avuto modo di dimostrare la convenienza di questo progetto, Posso dire che chi mi ha dati fiducia ha mantenuto il rapporto. Poi ci sarebbe un discorso relativo alle amministrazioni, Finchè fanno di tutto per rendere agevole traffico motorizzato nessuno avrà interesse a trovare un’alternativa. E sono costi che ricadono sulla società: strade, parcheggi infrastrutture, e poi le spese sanitarie per inquinamento, incidenti…
Esempi positivi arrivano dalle città del nord Europa. Una città come Copenaghen la gente prende la bici non perchè siano più attenti o sensibili all’ambiente, ma perchè è molto più comodo perchè tutta la città è stata sviluppata così.


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