Puntata 20 – 5 Buoni Propositi per le vacanze

Nel corso della puntata di oggi parleremo di buoni propositi per le vacanze. Siamo già ad agosto, molto di voi sono tornati, alcuni sono in partenza e la testa per gli argomenti pesanti non c’è.  Sono convinta però che coloro di voi che lavorano in questo periodo non siano a pieno regime e che ci sia ancora spazio per una scampagnata: la puntata può interessare anche voi.

Ci siamo lasciati la scorsa puntata in cui vi parlavo degli orti urbani e della mia recente esperienza orticola. Mi piacerebbe fare una bella gallerie dell’evoluzione del mio orto,  la soddisfazione più grande sono stati gli oltre 3 chili di fagiolini. Qualche cosa ha funzionato bene, altre un po’ meno, ma non voglio fare davvero bilanci prematuri, ne parleremo a tempo debito…. e poi, se vi parlo sempre delle stesse cose, sai che noia!

Torniamo quindi dell’argomento di oggi ovvero di vacanze. Questa puntata non è altro che un mio memorandum in vista delle prossime vacanze, le mie cominceranno tra circa una settimana  un compendio di 5 buone abitudini che voglio portare nelle mie vacanze per ridurre il mio impatto ambientale.

Siete pronti? Cominciamo!

Proposito numero 1: Non dimenticare le buone abitudini

Non è che, siccome la vacanza è vista come un momento di svacco e relax, mando alle ortiche quello che ho interiorizzato e fatto mio con tanta fatica e sacrificio.  Il problema è che uscire dalle routine potrebbe farmi perdere quelle buone pratiche. Devo ricordami che in vacanza valgono le stesse regole di sempre.  Ad esempio portare la boraccia ogni volta che vado in spiaggia o a fare una passeggiata, oppure fare un bagaglio minimale e che contenga solo lo stretto necessario, e per viaggi brevi fare refill dei flaconi da viaggio piuttosto che comprare mini confezioni usa e getta.  A questo proposito, se sei sotto l’ombrellone e ti sei perso le puntate ti rimando alla puntata  14 sulla giornata mondiale dell’acqua, alla puntata alla puntata 17 sul Progetto 333 e alla puntata 18 Sull’imballaggio dei cosmetici.

Proposito numero 2: il cibo a chilometro zero

Questo non so se davvero considerarlo un buon proposito perché è un punto che mi stuzzica troppo. Però alla fine, rifacendomi al punto precedente, se quella delle filiere locali è una regola che sposo nella mia quotidianità, a maggior ragione vale quando mi sposto. Valorizzare la filiera locale permette di evitare traffico di merci da lontano, e questo vale ancor di più quando sono all’estero. Davvero ha senso mangiare le fragole a Cuba? Ma le fragole me le mangerò a casa mia! Fammi assaggiare una papaya o un mango, cose che da me non si trovano a pari qualità. Questo principio che sembra così scontato quando parliamo per estremi, vale anche per mete meno esotiche, dove ad esempio la differenza tra una mela locale e una mela importata non sembra così differente. Affidarmi a questo proposito mi potrebbe permettere di scoprire piatti nuovi o cucinati in un modo particolare, oltre che a valorizzare l’economia di un posto nello stesso modo in cui cerco di valorizzarla nel mio territorio. E’ anche un modo per conoscere il territorio in maniera autentica. Cioè, davvero voi credete che la piadella del supermercato sia come la piadina? Non scherziamo. Spero che questo mio concetto non venga frainteso, non mi piacciono le cose finto-tradizionale, come quei cibi di una volta che non mangia più nessuno ma fanno folklore.  Non è una cosa facile, bisogna chiedere, fare domande e sforzarsi di capire, ma secondo me va l’esperienza.

 E nella peggiore delle ipotesi, qualora davvero dovessi affrontare cibi che proprio non mi piacciono, potrò dire che come la cucina di casa, non ce n’è altra al mondo. 

Proposito numero 3: Imparare la raccolta differenziata

La raccolta differenziata è un servizio con una capillarità disomogenea nel territorio italiano la cui gestione è affidata ai Comuni. Questo genera un’enorme frammentazione delle regole. Non dipende quindi dalle modalità con cui verranno trattati, ma dalle regole che vengono applicate all’interno del Comune. Quindi due comuni che conferiscono tramite lo stesso gestore alluminio e plastica potrebbero essere raccolti separatamente in un comune e congiuntamente in un altro. Per favore non cadiamo nel tranello dietrologico per cui “è tutto un magna magna, tanto non serve a niente perche poi buttano nello stesso calderone..” e baggianate simili. La qualità del rifiuto differenziato dipende da noi e ognuno può e deve fare la sua parte anche in vacanza.  Il ricordo migliore è quello di una delle isole Aran in Irlanda, dove ci sono i contenitori per la raccolta differenziata del vetro in base al colore verde o marrone. In Italia sembra fantascienza, eppure ci siamo abituati al caffè in cialde, potremmo imparare anche questo, che dite?

Proposito numero 4: I souvenir         

Se una vacanza è stata significativa per me, un oggetto che mi ricordi l’esperienza fatta ha un forte impatto. Ogni volta che poserò lo sguardo ricorderò le sensazioni, le emozioni e la spensieratezza delle vacanze. Spinta da questo desiderio di preservare il ricordo, ho portato a casa anche diverse ciofeche che non voglio buttare ma che in fondo non hanno davvero un significato profondo.

Ho deciso che per le prossime vacanze farò un bella fotografia, con una buona risoluzione e che stamperò come promemoria. Magari un bel paesaggio al tramonto o all’alba, oppure in un momento di allegria con amici.

Ci sono anche i souvenir di buone maniere: sono quella cosa che se non fai qualcuno ci rimane male, se la fai non dovevi. Posto che per fortuna questa è una pratica che è meno in voga di un tempo, c’è sempre una zia alla quale fa piacere ricevere qualcosa dai nostri viaggi.  In ogni caso, quali souvenir portare da una vacanza? Evito come la peste tutti quegli ammenicoli made in china, tipo calamite, termometri e schifezze simili che sono uguali in tutte le località di villeggiatura e che si differenziano solo per il nome scritto sopra. Non danno valore a chi li riceve, occupano polvere e francamente sono uno di quegli oggetti che potrebbero finire nel mercatino dell’usato alla prima sessione di decluttering.

Meglio allora un prodotto locale, che difficilmente potemmo trovare altrove. Preferisco portare un formaggio tipico o un salume (per chi non è vegetariano), una birra o un vino prodotti in quella zona . Questo val see non si tratta di mete troppo lontane e non rischio di importare qualcosa di potenzialmente pericoloso. Il miele artigianale prodotto a chilometro zero nel centro del Burkina Faso è meglio di no, ma se siamo in Croazia o in Trentino sì.

Una seconda opzione possono essere le creme corpo o saponi con oli essenziali del posto. Sono convinta che i residenti della zona useranno molto più probabilmente il bagnoschiuma del supermercato e a una prima impressione può sembrare contraddittorio con quello che ho detto prima, cioè che le cose folkloristiche fatte per i turisti non rappresentano la vita reale di un posto.  In realtà non credo che sia in contraddizione.  Un prodotto artigianale in genere ha un costo più elevato di un omologo industriale e difficilmente può avere un costo che sia sostenibile per un acquisto ripetitivo. Il turismo in questo caso può essere un buon volano per una attività locale.

Come ultima opzione low budget se vado in una località con un alfabeto diverso, anche una semplice confezione di biscotti potrebbe essere affascinante.

Vale sempre la regola aurea del valore: se la cosa che intendo portare potrebbe non essere apprezzata, lascio perdere.

Proposito numero 5: Le creme solari

E’ un acquisto che faccio sempre controvoglia, perché odio spalmarmi la crema solare soprattutto in faccia. E’ difficile trovare un prodotto con un buon INCI e che abbia una consistenza adatta ad essere spalmata facilmente. Per di più non ho ancora trovato in commercio una crema solare con fattore di protezione medio che non sia in una confezione di plastica. Questa insoddisfazione verso il prodotto da acquistare mi porta a procrastinare in attesa di qualcosa di migliore, che poi in realtà non ho trovato. Fino a che mi sono ridotta all’ultimo e non potendo fare diversamente, comprando quel che passa il convento. Risultato? Pessimo INCI, confezione di plastica e una spesa da farmacia.

Il buon proposto che faccio è quello di comprare la crema prima di partire, controllando che abbia un buon INCI e accettando la confezione di plastica, purchè non sia troppo grande. Al contrario di altri cosmetici di uso quotidiano, la crema non la riutilizzerò fino all’anno prossimo. In attesa che i prodigi della tecnica risolvano questo problema di packaging, devo fare pace con le mie manie di perfezionismo. Una volta esaurita la crema, potrò smaltire il flacone nella raccolta differenziata. Infatti alcuni operatori, come l’HERA nel mio caso, accettano il conferimento di contenitori non puliti.

Questi sono i cinque buoni propositi che voglio seguire durante le vacanze. Si sa che la via dell’inferno è lastricata di buoni propositi, per cui vi aggiornerò nel corso della prossima puntata come è andata. Mi piacerebbe conoscere i vostri buoni propositi, per cui come sempre non mi resta che ricordavi i miei contatti e salutarvi!

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